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PANE E FUOCO, SPOSE E MONILI

โ€œUna delle feste piรน caratteristiche del varesotto, รจ la sagra di Sant’Antonio: la dico sagra, perchรจ quantunque avvenga in una cittร , pure riveste un carattere affatto campagnuolo”.ย Questo l’incipit di un articolo tratto da “La Prealpina Illustrata” del 27 gennaio 1904 in cui si racconta di questa tradizione – giร  allora definita tale – che rivestiva per i varesini un’occasione di festa speciale: il 17 gennaio, infatti, via Carrobio e Piazza della Motta ospitavano la tradizionale benedizione dei cavalliย  (e dei muli), il falรฒ di S.Antonio, la distribuizione del pane per i poveri e la celebrazione dei matrimoni. Il tutto arricchito dalla vendita di pesciolini secchi e salati, industria delle riviere settentrionali del Lago Maggiore.

Ma lasciamo il racconto della Varese di un tempo alle parole del cronista:

Conviene la gente di campagna, vestita come nei dรฌ di festa, alla chiesa del Santo, ai 17 di gennaio; lo sposo vi accompagna la sposa; la madre vi accompagna la figlia โ€œpromessaโ€ allato a colui che diverrร  poi il legale marito; il nonno, i nipotini.ย Per comprender bene il significato di questa festa villereccia, รจ d’uopo notare come nella tradizione popolare S. Antonio Abate sia protettore dei matrimoni. Ond’รจ che da tutti i paesi circostanti a Varese, i contadini accorrono in folla alla sagra, ad implorare quella grazia che al tempo dei falsi e bugiardi i gentili impetravano a mezzo degli aruspici da Giunone Pronuba.ย Il giorno precedente la festa, un grande scampanรฌo dall’alto della piccola torre di S. Antonio annuncia che c’รจ la distribuzione del pane. รˆ un lascito di un’antica famiglia benefattrice, la quale stabiliva che ai 16 di gennaio all’ora nona si distribuisse il โ€œpane dei poveriโ€ un pane per testa alle famiglie indigenti del rione.ย Alla sera, mentre giร  l’angusta via Carrobbio e sul piazzale della Motta, si dispongono i banchi dei riveduglioli di frutta e di chicche, una gran vampa sormontata da una colonna di fumo densa e nera, illumina sinistramente col suo chiarore rossiccio la piazza: รจ il fuoco di S. Antonio usanza questa che non cadrร  mai dall’abitudine e dalla tradizione, perchรจ รจ mantenuta da una tribรน eteroclita ed eterogenea di monelli che, dalla piazza, si squagliano per mille direzioni, e , dopo aver fatto man bassa su tutto, tornano, carichi di legna a ravvivare il fuoco

โ€œUna delle feste piรน caratteristiche del varesotto, รจ la sagra di Sant’Antonio: la dico sagra, perchรจ quantunque avvenga in una cittร , pure riveste un carattere affatto campagnuolo.ย Conviene la gente di campagna, vestita come nei dรฌ di festa, alla chiesa del Santo, ai 17 di gennaio; lo sposo vi accompagna la sposa; la madre vi accompagna la figlia โ€œpromessaโ€ allato a colui che diverrร  poi il legale marito; il nonno, i nipotini.ย Per comprender bene il significato di questa festa villereccia, รจ d’uopo notare come nella tradizione popolare S. Antonio Abate sia protettore dei matrimoni. Ond’รจ che da tutti i paesi circostanti a Varese, i contadini accorrono in folla alla sagra, ad implorare quella grazia che al tempo dei falsi e bugiardi i gentili impetravano a mezzo degli aruspici da Giunone Pronuba.ย Il giorno precedente la festa, un grande scampanรฌo dall’alto della piccola torre di S. Antonio annuncia che c’รจ la distribuzione del pane. รˆ un lascito di un’antica famiglia benefattrice, la quale stabiliva che ai 16 di gennaio all’ora nona si distribuisse il โ€œpane dei poveriโ€ un pane per testa alle famiglie indigenti del rione.ย Alla sera, mentre giร  l’angusta via Carrobbio e sul piazzale della Motta, si dispongono i banchi dei riveduglioli di frutta e di chicche, una gran vampa sormontata da una colonna di fumo densa e nera, illumina sinistramente col suo chiarore rossiccio la piazza: รจ il fuoco di S. Antonio usanza questa che non cadrร  mai dall’abitudine e dalla tradizione, perchรจ รจ mantenuta da una tribรน eteroclita ed eterogenea di monelli che, dalla piazza, si squagliano per mille direzioni, e, dopo aver fatto man bassa su tutto, tornano, carichi di legna a ravvivare il fuoco.

Ecco l’alba della festa.ย Una doppia fila di banchi, ricoperti di carte a traforo de’ piรน chiassosi colori , รจ ai lati della via, e s’allarga sulla piazza. Prerogativa di quella festa e caratteristica di quei rivenditori, sono certi pesciolini secchi e salati, industria delle riviere settentrionali del Lago Maggiore.ย Quando, negli anni passati, certe raffinatezze della vita non erano ancora entrate nella mente e nei desideri del ceto villereccio, quando i costumi si mantenevano piรน tradizionali, era caratteristica la sfilata degli sposi.ย Lui, lo sposo, vestito a nero, coll’abito di nozze, colla cravatta colorata ed infissavi ยซla spillaยป i baffi appuntiti ed una cappellino rotondo, portava sul braccio lo scialle di tessuto.ย A pari passo, ma separata da lui, poichรจ nemmeno tornando dall’altare i contadini vanno a braccetto per le vie, era lei, la sposa, nell’abito di seta a corto strascico, adorna de’ suoi vezzi e de’ suoi monili.ย E facendo corona alle guance paffute e rosee del bel sangue lombardo, stava una bella capigliatura nera e fluente a freno da una serie di spilloni d’argento a raggiera, luccicanti ed appariscenti attraverso un velo di seta fine.ย Un’usanza antichissima per la sagra di S. Antonio รจ la benedizione dei cavalli.ย E per tutta la giornata, continua l’andirivieni per le strade del rione dei quadrupedi che vanno o che vengono dal Santo. Ballonzola sulla groppa di un cavallo ischeletrito un mozzo di stalla, che gli sbattacchia redini e morso, pur di farlo muovere; procede filosofico e solenne il cavallo da tiro, accompagnato a mano; sen viene, a testa alta e sgambettante fra la folla impaurita che gli fa largo l’irrequieto polledro; viene il mulo, viene l’asinello; e tutti, fraternamente, si dispongono in fila, innanzi al sagrato della chiesa. Un sacerdote, in cotta e stola, recitata una preghiera, innalza bonariamente l’aspersorio e benedice.

 

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